Nicola.
domenica 20 luglio 2014
Un po' di auto - pubblicità!
Ciao a tutti! Questa volta scrivo questo breve post per informarvi che io e la mia ragazza
abbiamo aperto una pagina che tratterà di anime e manga con la quale speriamo di poter condividere con altre persone la nostra passione! La pagina cercherà di proporre immagini divertenti, aggiornamenti sugli ultimi capitoli della saghe più famose, disussioni e video inerenti al mondo degli anime e manga! Quindi, se vi va, fate un salto a questo indirizzo https://www.facebook.com/otakuisland.animemanga?ref_type=bookmark e spolliciate! Grazie in anticipo anche solo per l'attenzione e a presto per l'ultimo episodio della serie Pokémon Generation!
Nicola.
Nicola.
lunedì 7 luglio 2014
Pokémon: from generation to generation (ep. 6)
Pokémon: from generation to generation (ep. 6)
Dopo una lunga cavalcata fatta di ricordi giungiamo infine ai giorni nostri: anno 2013, in tutto il mondo escono Pokémon X & Pokémon Y, espressione ultima di quella che è stata una delle saghe videoludiche più prolifiche degli ultimi 15 anni. La nuova generazione non
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| Le copertine dei due giochi. |
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| Alcuni esempi di megaevoluzione. (Lucario, Mewtwo, Blaziken) |
In conclusione, ci troviamo di fronte a dei giochi dallo stampo molto classico e dalla formula rodata, che non appagano per quanto riguarda l'aspetto avventuroso ma che riescono a catturare grazie alle novità apportate e al quantitativo di cose che essi ci permettono di fare con un semplice touch screen. So... gonna catch'em all!
P.s: Presto in arrivo l'episodio extra di questa piccola rubrica dedicato ai remakes delle varie generazioni!
domenica 6 luglio 2014
Pokémon: from generation to generation (ep.5)
Pokémon: from generation to generation (ep.5)
La quinta generazione dei pokémon rappresenta due facce della stessa medaglia: ha frantumato i precedenti record di vendite stabiliti da pokémon Diamante & Perla ma anche diviso i videogiocatori subendo numeroso critiche su forum e social network. Ma andiamo con ordine. La console ospitante questa nuova generazione è ancora una volta il Nintendo DS, piattaforma sulla quale vedranno la luce dapprima pokémon versione Bianca & Nera
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| I tre starter iniziali della quinta generazione. |
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| I pokémon oggetto della discordia: Trubbish e Garbodor. |
In conclusione, questa quinta generazione ci porta ben due diverse avventure da vivere e quattro diversi giochi da assaporare, con un end game ricchissimo ed una progressione nella storia interessante ed impegnativa. Probabilmente la grande maggioranza delle critiche sono avvenute a causa del oramai consolidato fenomeno dei "leoni da tastiera" che ha sempre più preso piede anche grazie ai vari social network che, seguendo come un branco di pecore le idee di pochi, ha amplificato la portata di dicerie che non hanno comunque intaccato il successo della serie. So... Gonna catch'em all!
sabato 5 luglio 2014
Pokémon: from generation to generation (ep.4)
Pokémon: from generation to generation (ep. 4)
La quarta generazione dei pocket monster è composta da tre giochi: Pokèmon Diamante & Perla e Pokèmon Platino, maggiormente incentrato sulle avventure del leggendario Giratina. I primi due titoli hanno fatto registrare il record di vendite per quanto riguarda l'intera saga: due milioni di copie vendute in una settimana dal lancio soltanto in Giappone. In
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| Le copertine dei tre giochi di quarta generazione. |
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| Gli "evil" dei vari titoli: il Team Galassia. |
In conclusione, la quarta generazione dei Pokèmon è stata sì la più venduta, ma andrebbero analizzati con cautela i motivi: vere e proprie innovazioni nel sistema di combattimento o nella progressione nell'avventura non ve ne sono, i pokèmon dal design particolarmente ispirato e iconico si contano sulle dita delle mani e i cattivi non sono propriamente originali. Sarebber però riduttivo considerare come unico motivo per i notevoli dati di vendita la grafica in 3D ed una maggiore accessibilità ai comandi del gioco. La ragione di questo exploit commerciale va secondo me ricercata nei videogiocatori stessi, che hanno deciso di premiare la saga come a voler dire lei "grazie" per tutti gli anni passati assieme e ai giochi di qualità sfornati nel corso del tempo. So... Gonna catch'em all!
venerdì 4 luglio 2014
Pokémon: from generation to generation (ep.3)
Pokémon: from generation to generation (ep.3)
La terza generazione dei pokèmon giunge in Italia nell'estate nel 2003, accompagnata da una campagna pubblicitaria insistente ed onnipresente, ed è composta originariamente dai titoli chiamati Rubino e Zaffiro, ai quali si aggiungerà poi, due anni più tardi, pokèmon Smeraldo, maggiormente incentrato sulla storia del pokèmon leggendario Rayquaza. I nuovi
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| Le copertine dei tre titoli di questa generazione. |
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| L'incontro tra i tre leggendari in uno screen di pokèmon Smeraldo. |
Concludendo, questa terza generazione contribuisce in maniera netta all'evoluzione della saga grazie all'introduzione della natura e, seppur non innovando il combat system, si dimostra essere un passo in avanti della saga. I giochi peccano però laddove eccellevano Oro ed Argento, ovvero nelle possibilità offerte nell'end game, davvero limitate (non in qualità ma in quantità). Gotta catch'em all!
mercoledì 2 luglio 2014
Pokémon: from generation to generation (ep. 2)
Pokémon: from generation to generation (ep. 2)
Con l'avvento del nuovo millennio e con ben due anni di ritardo rispetto al Giappone arrivano anche in Europa le versioni per Game Boy della seconda generazione dei Pokèmon, i pocket monster che pochi anni prima avevano conquistato il mondo, conosciute in Italia con il nome di pokèmon Oro e Argento. Le differenze tra i due titoli sono limitate alla diversità di alcune specie di pokèmon che sono presenti in un titolo piuttosto che in un altro e nella possibilità di incontrare in ordine diverso i due uccelli leggendari che compaiono sulle
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| Le copertine delle 3 diverse versioni. |
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| L'incontro con Red. |
In conclusione, questa seconda generazione dei pocket monster si dimostra all'altezza delle aspettative e ci regala due titoli che, seppur non forieri di novità imprescindibili esclusi i due nuovi tipi, sanno regalare un'esperienza indimenticabile per ogni videogiocatore "vecchio" o nuovo, offrendo all'interno di uno stesso videogioco la fusione di due mondi appartenenti ad epoche diverse. Consigliato anche a 13 anni di distanza. Gotta catch'em all!
giovedì 22 maggio 2014
Che cosa sei disposto a fare per le persone che ami?
Che cosa sei disposto a fare per le persone che ami?
Attenzione: questo articolo contiene spoiler su Heavy Rain. Chi non vuole anticipazioni non proceda oltre nella lettura per non rovinarsi l'esperienza.
"Piove. Di nuovo. Non ha smesso un attimo da quando è successo... dove sei, Shaun? Come è potuto accadere... io lo salverò, lo giuro sulla mia vita. Aspettami, piccolo mio: papà sta arrivando."
Questo deve aver pensato Ethan Mars dopo il rapimento del figlio da parte del misterioso assassino dell'Origami, un criminale esperto, maniacale, dal movente ancora incerto ma dall'agire metodico: affoga le proprie vittime nell'acqua piovana; tutti bambini molto piccoli. Heavy Rain è un gioco sviluppato dallo studio francese Quantic Dream e commercializzato nel 2010 all'interno del quale vestiremo i panni di quattro personaggi ben distinti, ognuno con la propria personale storia, la quale si intreccerà con quella degli altri. Ma ciò su cui voglio focalizzare l'attenzione in questo breve articolo è il rapporto padre - figlio che si verrà a consolidare tra Ethan e Shaun nel corso del gioco. Ethan infatti, già tormentato per un matrimonio fallito a causa della prematura scomparsa del primogenito Jason, dovrà superare cinque prove che l'assassino gli porrà davanti per testare fino a che punto può spingersi un padre per amore: ad ogni prova superata l'assassino rivelerà ad Ethan alcune lettere che andranno a comporre l'indirizzo del luogo dove è tenuto prigioniero Shaun. Andiamo ad analizzarle una per una, provando a metterci nei panni di un padre pronto a tutto:
- Prima prova. L'assassino ci invita ad utilizzare un auto da lui precedentemente

La prima prova. preparta: con l'essa dovremo guidare contromano in autostrada per 5 chilometri. Una cosa apparentemente folle, che nessuno di noi farebbe, ma che in questo caso è necessaria. Quindi piede sull'acceleratore e via, in uno slalom mortale tra tir ed autombili a velocità sostenuta, stando sempre sul filo del rasoio, tra la vita e la morte.
- Seconda prova. Veniamo condotti fino ad una centrale elettrica abbandonata ma stranamente ancora in funzione. Seguendo le indicazioni lasciateci dall'assassino, ci troviamo davanti un lungo tunnel ed una scatola di fiammiferi: l'unica scelta è quella
di proseguire. Con nostro grande rammarico, una volta entrati nel cunicolo scopriamo che il terreno antistante a noi è stato cosparso di vetri acuminati. Alle nostre spalle, il luogo da cui siamo entrati si chiude da solo. Non abbiamo alternative, siamo costretti a condurre Ethan su quelli stessi cocci facendolo ferire e tagliare; soffriamo con lui, lo sentiamo ansimare per il dolore, ci sentiamo oppressi dal senso di chiuso, con l'unica indicazione che i fiammiferi ci offrono: infatti, seguendo la direzione della loro fiamma, riusciremo a trovare l'uscita da questa terribile trappola. Una volta superata questa difficoltà dovremo oltrepassare dei generatori ad alta tensione che scaricheranno una scossa ad altissima intensità non appena li sfioreremo. Dopodichè, la prova potrà dirsi superata.
Invitante, no?
- Terza prova. Il luogo è un edificio fatiscente, quasi distrutto da un precedente incendio. Entriamo in una piccola stanza con una scrivania in mezzo, sulla quale è posto un computer portatile. Da esso l'assassino ci comunicherà, con voce camuffata, in cosa consiste la nostra prova: Ethan avrà dieci minuti di tempo per recidersi un dito della mano davanti alla videocamera del pc, così che l'assassino possa vederlo. Preso
dallo sconforto e dal disgusto, anche il giocatore stesso si metterà una mano alla bocca al pensiero di ciò che dovrà fare. Ci vorrà tutto il nostro coraggio per cercare nella stanzetta degli strumenti adatti al nostro scopo. Riusciremo a reperire un paio di forbici arrugginite, un bastone di ferro, una sega dentata, un accetta, un paio di pinze ed una mannaia, oltre a dell'alcool per alleviare il dolore ed annebbiare la nostra razionalità. Il cuore batte all'impazzata. La scena è drammatica: sarà necessario del fegato per dare quel fatale scossone al joypad e compiere quell'estremo gesto, assistendo successivamente all'atroce sofferenza che ciò provoca in Ethan, il quale si contorcerà a terra agonizzante.
I ferri del mestiere.
- Quarta prova. Un nome ed una pistola. Questo è tutto ciò che avremo a disposizione. L'assassino vuole che uccidiamo qualcuno, una persona che non conosciamo e che non ci ha fatto nulla di male. Ci dirigiamo a casa sua. Suoniamo al campanello e scopriamo dalla sua accoglienza che non ha molta voglia di parlare. Ci offre della droga, ma noi non siamo lì per quello, e forse potremo estirpare una mela marcia della nostra
società. Magra consolazione, noi non siamo degli assassini, non siamo come lui. Gli puntiamo la pistola contro ma l'uomo reagisce, imbraccia un fucile ed inizia una folle colluttazione nella quale le prede siamo noi. Arriviamo in una stanza che non comunica con nessun'altra: siamo in trappola. Non abbiamo il coraggio di guardare. Ma l'uomo ha finito le munizioni, forse non tutto è perduto, adesso abbiamo noi il coltello dalla parte del manico. Si inginocchia, implorandoci di non ucciderlo. Ma è un drogato, è meglio per tutti se muore, non ha nessuno che lo rimpiangerebbe, facciamo solo un favore al mondo. Ma all'improvviso lui ci mostra una foto della sua famiglia, ci dice di avere moglie e figlie e guardandoci attorno ci accorgiamo che siamo proprio nella camera delle bambine. Ma noi dobbiamo salvare nostro figlio, lo dobbiamo uccidere. Ethan chiude gli occhi."Anche io sono un padre". Il corpo dell'uomo è riverso a terra. Ethan vomita dal disgusto di ciò che ha appena fatto e scatta una foto al cadavere, proprio come da disposizione dell'assassino. La prova è superata.
Il fatidico momento.
- Quinta prova. Ci ritroveremo di fronte ad un lungo corridoio che sbocca su una stanza con pareti bianchissime. Tutt'attorno a noi, monitor che ci riprendono, cogliendo ogni nostra minima espressione facciale. Sul tavolo posto al centro della sala c'è una
boccetta; le indicazioni dell'assassino sono brevi e lapidarie: bevi il veleno che c'è all'interno del recipiente e dimostrami che sei disposto a sacrificare anche la tua stessa vita per tuo figlio. Il veleno infatti ci ucciderà in un'ora esatta dopo la sua assunzione, e in quello stesso arco di tempo dovremo raggiungere nostro figlio, salvarlo, e nello stesso momento dirgli addio abbracciandolo per l'ultima volta. Oramai ci siamo spinti troppo oltre... beviamo senza pensarci e diciamo addio a questo mondo maledetto; abbiamo accontentato quel pazzo e adesso andremo a soccorrere Shaun.
La morte ci aspetta.
Se soltanto leggendo in cosa consistono le prove vi sono venuti nuovamente i brividi proprio come quando avete vissuto voi in prima persona le prove giocando il titolo; se leggendo avete nuovamente riflettuto su cosa leghi indissolubilmente un padre da un figlio, e se ancora vi siete ritrovati a chiedervi se voi stesso vi spingereste fino a tanto per la vostra ragazza, madre, padre o figlio bhè... Vi sarete nuovamente resi conto di cosa sappia regalare Heavy Rain, e di che cosa significhino veramente i videogiochi.
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