mercoledì 17 settembre 2014

Pokémon: from generation to generation (Ep. Extra)

   


... Ed eccoci finalmente arrivati all'ultimo episodio di questa serie intitolata "from generation to generation", la quale ci ha portati alla (ri)scoperta di tutte e 6 le generazioni di videogiochi di Pokémon finora uscite sul mercato. Ma se abbiamo analizzato in toto gli anni di evoluzione (passatemi la battuta) del brand, che cosa ancora ci manca da prendere in esame? Semplice... I remakes! Ebbene si, negli corso degli anni Nintendo ha sfornato i remakes di due tra le generazioni più rappresentative della storia della saga, la prima e la seconda, e a Novembre di quest'anno uscirà il remake dedicato alla terza generazione. Che cosa stiamo aspettando, quindi? Riviviamo insieme i fasti di quei tempi e vediamo cosa è cambiato... Gonna catch'em all!



Primi Remakes: Pokémon Verde Foglia & Rosso Fuoco.

 
I giochi escono nel 2004, ad 8 anni dalla commercializzazione di Pokémon Rosso & Blu, e portano con sè numerose novità: inanzitutto, viene venduto assieme ai giochi un adattore da collegare al GameBoy Advance (console scelta per il primo remake) che permette a due videogiocatori di potersi sfidare in lotte via wireless. Secondariamente, all'interno del gioco è inserita una dettagliata guida al gameplay (rimasto pressochè invariato) accessibile mediante la pressione dei tasti L o R. Numerose sono poi le modifiche secondarie, come ad esempio l'aggiunta della possibilità di scegliere un personaggio di sesso femminile oppure l'aggiornamento delle linee evolutive che diventano compatibili con quelle della terza generazione, e ancora nuove sottotrame per quanto riguarda il team
Cover dei remakes della prima generazione.
Rocket e i Superquattro, novtà queste presenti nell'end game. A livello tecnico si nota l'ovvio salto di qualità rispetto alla versione originale: edifici monocromatici e poco dettagliati hanno lasciato il posto a futuristici progetti che combaciano con quanto visto in Smeraldo & Rubino, e gli sprite dei vari Pokémon sono stati ridisegnati completamente. Le vicende sono analoghe a quelle accadute al protagonista del gioco originale. La longevità rimane alta, anche grazia alla possibilità di esplorare ben nove isole una volta completata la trama principale, arrivando anche a poter catturare alcuni Pokémon di seconda generazione. Il fascino del passato è senza dubbio un degno richiamo per i fan della saga e, dal momento che la prima generazione è considerata essere la genesi del mito dei Pokémon, il gioco ha avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico, vincendo anche il "Nintendo player's choice award" del 2004. Oggettivamente, però, il remake si lascia giocare senza infamia e senza lode, non rischia e non strafa, non sorprende ma tocca le corde giuste. Si poteva forse fare di più, ma come primo tentativo è da apprezzare. 



Secondi Remakes: Pokémon Heart Gold & Soul Silver.

 
Datati 2009 (N.B.: per noi europei 2010), i remakes della seconda generazione dei Pokémon escono a quasi 10 anni di distanza rispetto alle loro controparti originali. E' facile immaginare come la console ospitante, Nintendo DS, abbia cambiato il modo di fruire sia l'inventario sia i vari PC grazie al touch - screen, rendendo l'intero iter più semplice. Tutta la componente sonora ha subito un completo redseign acustico: si sono infatti abbandonate le musiche in 8 - bit per poterle meglio adattare al comparto audio della nuova console. Altra interessante aggiunta è data dagli scambi offline che alcuni capipalestra ci proporranno: non saremo infatti più vincolati al dover consegnare loro un
Cover dei remakes della seconda generazione.
determinato Pokémon, bensì saremo noi a scegliere e la ricompensa sarà la stessa. La trama ricalca alla perfezione quelle dei giochi originali, così come rimane invariata la grande mole di contenuti, a cominciare dalla possibilità di visitare tutta la Nazione della prima generazione. Assieme ai giochi viene venduto il Poké - Walker, ovvero un oggetto da portare sempre con noi e che conta i nostri passi, donando punti esperienza ad un Pokémon a nostra scelta e permettendogli anche di raccogliere preziosi strumenti dal terreno. A livello tecnico il gioco si presenta bene, sia perchè riprende le basi lasciate da Diamante e Perla sia perchè siamo sul viale del tramonto per Nintendo DS, console oramai spolpata nel suo hardware e capace oramai di tirar fuori il suo meglio. Ancora una volta gli sviluppatori si sono limitati a ricalcare le migliorie apportate dagli episodi principali, raggiungendo questa volta un risultato più soddisfacente rispetto a Verde Foglia e Rosso Fuoco. Un passo in avanti. 



Il futuro: Pokèmon Alpha Sapphire e Omega Rubin.

 
Nei prossimi mesi (Novembre 2014) usciranno in contemporanea mondiale gli attesissimi remakes della terza generazione dei Pokémon. La notizia, attesa da tempo dai fan, è stata ovviamente gradita da tutti gli appasionati e i pre - order per i titoli sono già numerosissimi. Sembra sia stata anche annunciata una Special Edition comprensiva di steelbox, anche se il prezzo rimane un mistero e i rumors si susseguono. Questi nuovi titoli,
Cover dei prossimi remakes della terza generazione.
che usciranno per Nintendo 3DS, riprenderanno la già ottima grafica di Pokémon X & Y e tenteranno di migliorarla. Da alcuni screen ufficiali pubblicati in rete è già possibile ammirare scorci di città ben conosciute dai fan e qualche sprite di alcuni Pokémon. Già confermate al momento della scrittura di questo articolo alcune megaevoluzioni, che doneranno nuova linfa a Pokémon quali Altaria o Swampert. Non si sa ancora molto nè sulla trama, che credo comunque che ricalcherà quanto visto nei giochi originali, nè sulle novità minori aggiunte in questi remakes. Non ci resta quindi che confidare in Nintendo, sperando che questo sia il remake definitivo!

Chiudo quà questo lungo viaggio dedicato all'indimenticabile mondo dei Pokémon, con la speranza di dover scrivere, tra qualche anno, numerosi altri articoli sull'argomento!

lunedì 8 settembre 2014

PREVIEW: Naruto Shippuden Ultimate Ninja Storm Revolution



A pochi giorni dall'uscita nei negozi del quinto videogioco di Naruto per le console maggiori di Sony e Microsoft, che avrà il sottotitolo di "Ultimate Ninja Storm Revolution" (Da ora in poi "Naruto Revolution"),  le informazioni trapelate  sono molte. Vediamo quindi di fare ordine, anche dopo aver provato la demo rilasciata da Namco Bandai lo scorso Luglio, sulle novità presenti in questa edizione, rimandandovi alla prossima settimana per la recensione completa ed introducendo un nuovo tipo di articoli... Le preview!

Nota: Le informazioni non sono ancora del tutto attendibili in quanto non ho il gioco sottomano, astenetevi dal pendere dalle mie parole (Ma quando mai!) fino alla stesura della recensione completa



                         

Liberiamo subito il campo da possibili fraintendimenti: Naruto Revolution è uno spin - off. La storia narrata NON segue gli eventi del manga e il titolo NON è da considerarsi come un episodio principale della saga. Questo spiega, in parte, la decisione di Namco Bandai e di Cyber Connect di non includere, come modalità principale, una modalità storia vera e propria come nel precedente capitolo, bensì di sostituirla con una modalità che ci vedrà protagonisti di un grande torneo nel quale dovremo reclutare ninja via via più forti per poter aspirare al titolo di miglior ninja sulla faccia della terra. Ciò non è altro che un banale pretesto per farci prendere confidenza con il rinnovato battle system del titolo e per poterci narrare storie legate per la maggior parte ai filler dell'anime di Naruto (Ovvero episodi che raccontano vicende non ufficiali). I combattimenti saranno intermezzati da piacevoli sequenze in anime (Curate dallo Studio Poirrot, già responsabile dei filmati di Naruto Generations), per un totale di 50 minuti inediti che andranno a chiarire il passato dei membri dell'Akatsuki. Una vera chicca per i fan del manga. Altra novità è una modalità molto simile come impostazione ai giochi Nintendo della serie Super Smash Browl, in quanto combatteranno simultaneamente 4 ninja in un tutti contro tutti frenetico e caotico. Ovviamente, in single player questa modalità non ha senso di esistere, ma se fosse disponibile in multiplayer per 4 giocatori (cosa non scontata visto che dalle indiscrezioni trapelate sembra che ciò non sia previsto) potrebbe essere una aggiunta davvero molto divertente. Le innovazioni più succuse derivano però dal sistema di combattimento. Rimane invariato il sistema di sostituzioni limitate, ma adesso potremmo scegliere per il nostro personaggio, prima di ogni battaglia, tre differenti stili di combattimento: il primo ci permetterà di usare il Risveglio (una forma potenziata con nuove mosse e abilità) e il Vero Risveglio per alcuni, il secondo ci darà la possibilità di usare la Ultimate Jutsu assieme ai nostri compagni di squadra ed il terzo servirà a farci aiutare direttamente durante la battaglia da essi con il tentativo di indebolire l'avversario. Questa ventata di novità, oltre che a mettere le basi per quello che sarà il capitolo definitivo della saga, la quale si proietterà in futuro su Ps4 e Xbox One, ci apre ad una miriade di nuove possibilità strategiche e approcci diversi alle battaglie.

PRIME IMPRESSIONI: Il fatto di essere uno spin - off è già di per sè un deterrente sulla qualità del titolo e sappiamo già che la modalità principale, se sarà fatta bene, potrà arrivare di poco al di sopra della sufficenza poichè non retta dalla trama del manga bensì da inspidi filler, ma le novità apportate al combat system e quantomeno i vari tentativi di rinnovare di anno in anno la saga fanno ben sperare. Alla prossima settimana per la recensio
ne completa!

domenica 31 agosto 2014

Bravely Default: Flying Fairy Review




Console: Nintendo 3DS
Data di uscita: 2012 (Giappone) 2013 (Europa)

Il vecchio che torna nuovo.


Il panorama dei GDR è  divenuto oramai vastissimo e ogni anno vedono la luce numerosi titoli di questo tipo. Abbiamo oramai sistemi di combattimento che amalgamano alla perfezione turni e tempo reale, altri ancora che sono più strategici, altri vengono definiti "action con elementi da gdr" per la loro somiglianza ai più adrenalinici titoli di pura azione. Il titolo che oggi prendiamo in esame usciva nel 2012 e si presenta come un classicissimo gioco di ruolo a turni, nel quale il susseguirsi delle azioni viene deciso in base alla statistica velocità di alleati e nemici. Come è possibile, allora, che questo titolo abbia ottenuto risultati di vendite così positivi tanto da far annunciare ai producer di voler sfornare un titolo della saga all'anno? E' bastato il richiamo dei vecchi fasti dei GDR per
La cover del gioco.
avvicinare fan e neofiti? In parte questa può essere la spiegazione, ma ciò non è sufficente. Infatti il sistema di combattimento di Bravely Default si basa sì sui canonici turni, ma con una innovazione determinante: Ad ogni turno, alleati e nemici ottengono 1 PB (Punto battaglia), spendibile per compiere azioni quali attaccare o scagliare incantesimi. A questo punto, il giocatore può decidere di proseguire con il regolare andamento dei turni, oppure avvalersi del sistema chiamato, appunto, Bravely&Default. Il comando Default permette di aggiungere un ulteriore PB al proprio totale (Fino ad un massimo di 4) ed inoltre di
difendersi dagli attacchi nemici, limitando così i danni ricevuti. Il comando Bravely, invece, può essere selezionato più volte nel corso di uno stesso turno per aggiungere azioni in successione, fino ad un massimo ancora una volta di 4 totali, e scatenare quindi combo di attacchi ed incantesimi per infliggere notevoli danni ai nemici. Questa novità permette agli scontri di essere molto dinamici nonostante la ovvia staticità che un sistema di gioco a turni prevede. Il tutto è reso ancor più determinante ai fini del gameplay dal fatto che, specialmente durante gli scontri con i boss, dovremo essere abili nel concatenare i comandi Bravely e Default per avere la meglio sul nemico, cosa che aggiunge anche un pizzico di strategia al tutto. Ciliegina sulla torta è la possibilità di aumentare la velocità delle animazioni dei combattimenti fino ad un 4x, cosa che risulta particolarmente utile quando vorremo far salire di livello i nostri personaggi con numerosi scontri (che avvengono in maniera casuale durante l'esplorazione dello scenario). Altra aggiunta al classico sistema dei giochi di ruolo a turni è il fatto di poter disporre a proprio piacimento di un intero villaggio da ricostruire, servendoci dei nostri amici aggiunti via Street Pass per poter dimezzare di volta in volta i tempi di lavoro per le varie operazioni. Bonificando le varie aree del villaggio che dovremo ricostruire, infatti, otteremo bonus per i nostri personaggi, come ad esempio un rifornimento gratuito e continuo di oggetti curativi o mosse speciali per i nostri attacchi più potenti. Unica cosa che stona è la discutibile scelta di non far concludere il gioco alla prima volta che arriveremo alla fine del nostro lungo viaggio, bensì di far ripetere (per ben 3 volte) l'intero percorso al videogiocatore per esigenze di trama, cambiando però i mostri che potremo incontrare durante l'esplorazione, e non vi dico di più per evitare spoiler.

Tocchi di Square Enix.


Il gioco è stato sviluppato dalla stessa casa produttrice della saga di Final Fantasy, celeberrima per aver esordito proprio con la formula del videogioco di ruolo scandito dai turni. I punti di contatto tra i primi giochi della saga regina del fantasy nei videogame e questa nuova IP sono numerosi, tanto che non basterebbe un solo articolo per descriverli tutti. Inanzitutto la trama, molto simile al primo Final Fantasy, prevede il risveglio da parte dei protagonisti (chiamati guarda caso (se non propriamente per tutto il gioco ma comunque in più di qualche occasione) Guerrieri della Luce) di quattro diversi cristalli, uno per ognuno dei diversi elementi, che sono stati soggiogati dal male. Ma sulla trama ci soffermeremo maggiormente nel prossimo punto delle recensione. Continuando con i punti in comune tra le due saghe balza subito all'occhio la presenza delle aerenovi, caratteristiche della saga di Final Fantasy, e dei Pirati del Cielo. Le ambientazioni, inoltre, a volte sembrano quasi riproporre i canoni della già citata saga, senza però mai copiarle ed aggiungendo sempre qualche dettaglio accattivante. Saremo chiamati ad esplorare deserti, lande rocciose, vulcani sotterranei, cave di marmo, castelli, foreste, boschi velenosi e sconfinati oceani, facendo la conoscenza di varie città tutte caratterizzate molto bene e
I modelli dei quattro protagonisti.
difficilmente dimenticabili per le loro diverse peculiarità. Il tutto è sorretto da un impianto grafico di buon livello, che propone a schermo personaggi, nemici ed ambientazioni ben definiti. Lo stile è ciò che può lasciare maggiormente perplesso il videogiocatore che si avvicina per la prima volta a Bravely Default, in quanto i personaggi, che siano alleati, antagonisti o NPC, non sono riprodotti con dei corpi realisticamente proporzionati, bensì ne è evidenziata la rotondità di fianchi e guance e i modelli sono di dimensioni esigue, quasi si volesse rendere il tutto più cartoonoso. Duole solo dover affermare che il touch - screen della console rimane praticamente inutilizzato per tutta la durata del nostro gameplay, rendendolo di fatto un elemento inutile. Un peccato.

Una trama matura.


Contrariamente a quanto qualcuno possa aver pensato leggendo il mio piccolo accenno alla trama fatto nel punto precedente, la storia che ci viene proposta in questo titolo è molto matura. Abbiamo da una parte la classica storia che vede protagonista l'eterna lotta tra il bene e il male, ma dall'altra abbiamo anche sottotrame che danno maggiore spazio a
La trama ruota attorno a quattro di questi grandi cristalli.
storie dal tono più adulto, ed è bello constatare di come il team di sviluppo non si sia fatto riserve sul fatto di proporre scene anche molto crude, almeno a livello narrativo. Guerre, sanguinose battaglie, genocidi di massa perpetrati solo per acquisire il potere, persone costrette a massacranti orari di lavoro per potersi permettere acqua appena bastante a sopravvivere sono solo alcune delle storie delle quali i nostri personaggi saranno testimoni. I personaggi, inoltre, seppur a volte stereotipati, risultano godibili, che siano essi divertenti, determinati o odiabili. Ciò accade sia per quanto riguarda i protagonisti che i nemici che gli NPC, cosa che dona al gioco un ottimo spessore a livello narrativo che ci spinge a conversare con più persone possibili e a voler scoprire il maggior numero di sottostorie, cosa che ci sarà utile anche per sbloccare le diverse classi presenti nel gioco. Come unire l'utile al dilettevole, quindi.



Conclusioni.


Pregi:
- Ottimo sistema di combattimento e longevità.
- Novità che calzano alla perfezione per tutto il corso del gioco.
- Trama matura che non si risparmia storie cruente.


Difetti:

- Con tutta la buona volontà degli sviluppatori rimane comunque un titolo ostico da digerire per i neofiti.
- Discutibile scelta di far ripetere più volte la trama principale.
- Totale mancanza di un adeguato utilizzo del touchpad della console. 



                            SPAZIO AI NUMERI.

Grafica: 8.  Discutibile lo stile, non l'aspetto tecnico.


Gameplay: 9. Solido, e tenta anche di apportare novità al genere che risultano ben assortite anche nel lungo periodo.


Sonoro: 8,5. Fa il suo dovere, le musiche risultano sempre godibili e adatte e c'è la possibilità di riascoltare i dialoghi tra i personaggi in lingue originale.


Divertimento: 7,5. Bisogna farsi comunque piacere il genere per poterlo apprezzare appieno, e anche se ciò è abbastanza ovvio con i giochi di questo tipo si poteva fare un po' di più anche per favorire i casual gamers.


Longevità: 9,5. Enorme, tanti luoghi da esplorare, mostri da uccidere e cose da fare. Almeno 50 ore solo per una prima passata, senza contare il fatto di dover ripetere le nostre imprese.


Voto finale e commento: 8,5. Nonostante i difetti che possono minare l'esperienza di gioco ci troviamo di fronte ad un ottimo titolo sotto tutti i punti di vista e che riuscirà a catturare fino in fondo chi voglia entrare nel fantastico mondo che Bravelu Default: Flying Fairy ci propone.

venerdì 29 agosto 2014

Dragon Quest VI Review

Dragon Quest VI: Il Regno dei Sogni.
 Console: Nintendo DS (recensito per questa console)
Data di uscita: 2010 (Giappone), 2011 (Europa)


Introduzione.


Nel momento in cui acquistai Dragon Quest VIII: L'Odissea del Re Maledetto per Playstation 2 mi innamorai di questa longeva saga. Anche l'episodio che andrò a recensire oggi, ovvero il numero VI, è, come tutti gli altri, un gioco di ruolo con combattimenti a turni. Uscito nel lontano 1995 per il SuperFamicom è oggetto di un remake nell'anno di grazia 2011, è la console scelta è il Nintendo DS. Il gioco non si discosta dall'origianle rispetto all'originale per una veste grafica leggermente migliorata e per la presenza di una arena nella quale far competere alcuni mostri che potremo reclutare durante l'avventura. Andiamo a vedere nel dettaglio i vari aspetti del titolo.


Gameplay.


I combattimenti si svolgono a turni. Ad ogni azione potremmo decidere se attaccare con l'arma equipaggiata, difenderci, utilizzare una magia o provare a fuggire dallo scontro. Gli incontri avvengono in maniera casuale durante l'esplorazione dei vari scenari e ad ogni battaglia vinta ogni personaggio acquisirà punti esperienza utili per salire di livello. Non dovremo impostare alcuna abilità per i nostri avatar virtuali poichè i miglioramenti alle statistiche che otteremo ad ogni avanzamento di livello sono pre-impostate per ogni personaggio (come da tradizione della saga). L'unico modo che avremo per poter agire direttamente sulle statistiche o sulle abilità sarà quello di cambiare classe ai nostri personaggi scegliendo una tra le 9 classi inizialmente disponibili. Questa scelta modificherà infatti i parametri dei nostri personaggi e, mano mano che essi porteranno vittoriosamente a termine le battaglie affrontate, essi potranno migliorare la padronanza di una specifica classe ed acquisire via via abilità esclusive. Una volta raggiunto il massimo livello di padronanza in due delle classi base si potrà scegliere di far intraprendere al personaggio la via per una classe che combini le abilità di entrambe e che, di conseguenza, sia più potente delle precedenti. Ad esempio, la classe del guerriero e del mago possono combinarsi per dar vita alla classe del templare, il quale avrà una buona forza ed una buona intelligenza ed imparerà attacchi elementali con la spada. Il tutto dona una ottima varietà al gameplay e favorisce la sperimentazione di diversi stili di gioco. Venendo a parlare della principale novità introdotta in questo capitolo, ovvero l'arena dei mostri, va' specificato che essa è praticamente una sorta di torneo composto da diverse fasce di difficoltà nel quale far competere mostri che potremo reclutare nel corso dell'avventura. Alcuni di essi si uniranno a noi in maniera spontanea dopo averci parlato, altri invece avranno richieste che dovremo soddisfare prima di poterli accogliere nel nostro gruppo. Comunque sia, potremo assegnare una classe anche ai mostri acquisiti ed equipaggiarli in base alle loro possibilità. Questa novità espande di una decina di ore la già sostenuta longevità del gioco.

Trama.


La trama vede protagonista un giovane senza nome, come da consuetudine della serie, che sarà costantemente sospeso tra il mondo reale ed il mondo dei sogni. Egli verrà scelto dalla Dea della Luce come suo eletto e dovrà quindi mettere insieme un gruppo di avventurieri che lo aiutino a sconfiggere il malvagio tiranno Lucertow. Non molto originale. Unica cosa positiva è il fatto di potersi spostare liberamente tra i due mondi e quindi potersi trovare di fronte a più storie che si intersecano tra loro. Le sottotrame che il gioco ci propone sono perlopiù i classici espedienti che un videogioco di ruolo ha per convincerti ad entrare in una determinata grotta e farti di conseguenza andare avanti nella trama; senza infamia e senza lode. Gli alleati con i quali avremo a che fare (Disegnati da Akira Toryiama, autore del mitico Dragon Ball) sono caratterizzati in maniera abbastanza buona ed ognuno ha una sua sottotrama ed una personalità che implicherà di adottare approcci diversi per poterli convincere ad unirsi a noi. Nota di merito per l'adattamento della traduzione italiana per quanto riguarda i dialoghi con gli NPC: ogni città che esploreremo avrà abitanti appartenenti ad una diversa nazionalità esistente, e di conseguenza potremo trovarci di fronte ad una città portuale con abitanti dalla pronunciata cadenza brasiliana o ancora un villaggio di pescatori romagnoli. Una ottima idea che farà fare delle grandi risate a chi saprà cogliere le sue varie sfumature.

Grafica e aspetto tecnico.


Come prevedibile per un gioco uscito nel 1995 i modelli dei personaggi, dei nemici e degli scenari non sono niente di trascendentale. La scelta dei colori è molto azzeccata, poichè tinte vivide e fresche contribuiscono a donare al gioco un tono solare e allegro oppure cupo a seconda di che luogo ci troveremo di fronte. Un peccato che non siano state introdotte le animazioni degli alleati che attaccano i nemici che si troveranno di fronte in quanto la visuale di battaglia sarà praticamente quella che hanno i nostri eroi durante il combattimento. Un remake un po' pigro ed un adattamento alla console che poteva essere fatto meglio, dunque, che non inficia però l'esperienza di gioco in maniera pesante.

Conclusioni.


Pregi:
- Solido sistema di combattimento.
- Numerose combinazioni tra le classi che favoriscono la sperimentazione.
- Buona difficoltà e longevità adeguata. Possibilità di esplorare liberamente due mondi
.


Difetti:
- Aspetto tecnico rimasto fermo al 1995.
- Un po' ostico per i neofiti del genere a causa di meccaniche non troppo snelle.
- Varietà di nemici e scenari insoddisfacente. La possibilità di poter salvare soltanto all'interno delle città ne inficia la natura portatile che il remake dovrebbe avere.

                       Spazio ai numeri.


Grafica: 6,5. Insoddisfacente per un adattamento del 2011. I colori salvano l'impatto generale.


Gameplay: 8,5. Ai suoi tempi sarà stato certamente più godibile, adesso le novità si notano meno. Rimane comunque un Combat System solido, così come le combinazioni tra le classi.


Sonoro: 6,5. Musiche ed effetti nella media.


Divertimento: 7. C'è molto da fare e molto da esplorare, ma si sente il peso degli anni.


Longevità:8,5. Molto vasto, presenza di missioni secondarie opzionali e di due mondi liberamente esplorabili.


Voto finale e commento: 7. Una conversione che non aggiunge nulla a quanto di buono il titolo già non avesse nel 1995, ma non ne lima nemmeno i difetti. Consigliatissimo ai fan della saga di Dragon Quest che non lo hanno potuto apprezzare all'uscita e, in maniera più estesa, agli amanti dei tipici GDR a turni, ma non ai neofiti del genere.

martedì 26 agosto 2014

Fifa Street meets Anime: Episode 02




... Ed eccoci al secondo episodio della serie che mischia gli anime al calcio! (Suona stranissimo a scriversi.)
Prima vera partita, primo vero commentary. Più o meno. Dateci un'occhiata, se volete! Presto il terzo episodio della serie! Bye bye!
https://www.youtube.com/watch?v=nnRHjLZolsU&index=2&list=PL38bOyHDLpLSPGyo0i-30ZG2ZJVjYWsGU

lunedì 25 agosto 2014

Fifa Street meets Anime: Episode 01



Oggi vi scrivo per proporre alla vostra attenzione una cosa un po' particolare... Un esperimento, diciamo. Io e la mia ragazza, muniti di telefono per registrare, ci siamo cimentati nel nostro primo "gameplay - commentary" di un videogioco: FIFA Street. Si lo so, lo so cosa pensate. La serie ufficiale di Fifa è sicuramente ottima sotto il profilo simulativo ma è una copia di se stessa anno dopo anno... Ma dall'uscita su Ps2 del primo Fifa Street le cose sono cambiate. Per la prima volta sono state introdotte delle partite di calcio a 4 basate sul fresstyle, sulle giocate, sui "numeri"... Il tutto senza arbitri che ci impedivano di prendere a badilate i nostri avversari. Vi assicuro che il capitolo per Ps3 in quanto a divertimento, modalità e realizzazione è un ottimo videogioco. E soprattutto ci permette di creare una squadre tutta nostra, scegliendone logo, magliette e componenti. Data la nostra passione per gli anime e i manga, e anche (ovviamente) per i videogiochi abbiamo tentato di unire le due cose... Come? Semplice, creando una squadre composta da personaggi tratti proprio dal mondo dell'animazione giapponese! In questo primo episodio introduttivo vi presentiamo la squadra, la sua rosa e i giocatori uno ad uno! Se la cosa vi incuriosisce... Check it out! https://www.youtube.com/watch?v=hOsvgMePWHg

Grazie in anticipo a chi guarderà il video, sappiate che è tutto molto amatoriale e che le prime volte il commentary è un po' fiacchetto! Con il passare degli episodi poi ci svegliamo sempre di più, non temete. A volte siamo anche divertenti. Basta saperci prendere. Credo. Alla prossima!

lunedì 11 agosto 2014

Agosto, mannaggia a te...

Ehm ehm ehm... Ebbene si. Avevo in mente di scrivere un bel po' di cose sul blog durante questo mese. AVEVO. E' estate per tutti, ok? Non guardatemi così male... Prometto che tra qualche settimana rinizio a scrivere per bene! Questa assenza di post è dovuta soprattutto alla mia mancata voglia, però c'è anche da dire che per mancanza della grazia del dio denaro di fumetti di cui parlare o videogiochi di recensire ne ho avuti davvero ben pochi tra le mani... Ma comunque, non disperiamo! Arriveranno tempi migliori!
Si spera. E se non arrivano pace, si vive lo stesso! Quindi che i miei pochissimi lettori mi scusino, tornerò presto con nuovi argomenti ed articoli, stay tuned e abbiate pazienza!
Nicola.